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“Quel lampione arrugginito e spento
In mezzo a tante altre luci.
Una notte costellata da nuvole piccole e grandi
Dalla forma ancora ignota, tutta da scoprire.
Ma questa notte non sento di dovermene curare.
Sola.
Chiudo gli occhi.
Mi lascio guidare dalla magia della notte.
Apro gli occhi dell'anima.
Un immenso prato verde lucente,
Baciato dai raggi del sole.
E la voglia di correre.
La mia pelle accarezzata dall'erba fresca e a tratti puntigliosa.
Piccoli rivoli freschi,
così piccoli da essere impercettibili all'occhio umano
E riconoscibili al solo contatto con la pelle.
La natura d'improvviso si accende.
Così calda.
Così accogliente.
Ed il vento fresco risveglia ogni mio più sopito senso.
In terra tante formichine invisibili che lavorano duramente.
Per loro la natura è casa,
perché non può esserlo anche per me?
Al loro duro lavoro si oppone il mio ozio.
Ma oziare non è mai stato così bello,
così vivo.
Mi sento minuscola ancora più di loro
In confronto alla magnificenza di ciò che ho davanti,
Di ciò che percepisco,
Di ciò che risiede in me.
Il cielo sereno,
Gli animali che vivono e
Con il loro vivere
Si fanno sentire.
Ma poi ritorno in me.
Attorno: un piccolo cortile.
Persiane dal colore rapito dal sole,
Che ne assorbe il verde lumeggiato.
Quel mondo è però vivo in me.
Nei pensieri più profondi.
Nelle letture serali, dal magico contenuto.
La notte mi fà correre in quelle immensità verdi.
La luna mi guarda.
E il suo sguardo mi coccola.
Il suo sguardo mi riporta in quei luoghi in cui solo la mia anima ha avuto dimora.
E nella mia anima custodisco i luoghi più belli.
Nella mia anima risiede la magia.
Nella mia anima abita il ricordo di una fantasia remota.”
_Mabon_